Questa previsione è contenuta in uno studio di Promoteia, curato da Alessandra Lanza per la Lega delle Cooperative e presentato a Milano il 13 gennaio 2011 nella prima delle "Geco", le giornate dell'economia cooperativa.
"Ma in quale direzione deve guardare la visione strategica dell'economia italiana per trovare nuove strade per la crescita della produzione e del lavoro? Dove, se non in quei mercati che si stanno lasciando alle spalle la crisi globale a velocità impensabili per l'Europa e gli Stati Uniti?"
Brasile, Indonesia e Cina che nelle previsione di Prometeia tra il 2010 e il 2014 cresceranno tra il 6 e il 9%. Ma anche Emirati Arabi, Polonia, Arabia Saudita, Russia e Turchia che viaggiano tra il 3,5% e il 5%.
"Dobbiamo modificare la macchina produttiva" ha detto nel dibattito Gian Maria Gros Pietro e "cominciare a produrre beni per i cinesi e non per gli americani che non possono comprarseli."
"Ci sono però due ostacoli che bloccano le imprese italiane: la distanza dei nuovi mercati e le dimensioni delle imprese. (...) Oltre gli 8 mila chilometri di distanza, ha detto Lanza illustrando i grafici, le nostre pmi non arrivano perché sono meno strutturate e non hanno le spalle abbastanza larghe. E la scarsità di grandi imprese non aiuta. Tuttavia, lo studio dimostra che, anche tra i piccoli, chi ha cercato nuovi mercati, tra il 2005 e il 2008, ha avuto significativi benefici in termini di produttività. (...) E' il caso della metallurgia, del settore auto e moto, dell'elettrotecnica, della meccanica e del sistema moda. Chi, invece, è andato all'estero in una logica difensiva, solo per tagliare i costi, ha visto i margini ridursi drasticamente ha detto Lanza. E' successo in particolare, per il settore arredamento."
"E oggi? Le migliori opportunità, anche per il mondo cooperativo che per internazionalizzarsi può contare una maggiore facilità "culturale" nell'organizzazione in consorzi, sono soprattutto in tre settori: meccanica (anche grazie alla triangolazione con le aziende tedesche), costruzioni (Nord Africa e Medio Oriente) e welfare. (...)"
"Per riuscire in questa impresa - ha sostenuto Gros-Pietro, servono aziende "agili e mutevoli" che mettano il capitale umano al primo posto e la tecnologia come derivato. Non solo: devono guardare lontano, avere un capitale paziente, coinvolgere i lavoratori più nelle decisioni che nei risultati, ripudiare la gerarchia e attivare le reti territoriali."
Tratto da Il Sole 24 Ore, 14.01.2011
Azione RAZIONALE
Capacità di fare RETE
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